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FEBBRAIO 2007
Johnny, andiamo subito al sodo, la passata stagione
non è stata delle più brillanti..
Non
si può mai pensare di essere sempre al massimo.. Ogni
piccolo, grande campione ha passato momenti più o
meno negativi. Ma, vedi.. nulla avviene per caso. Pur
avendo tirato nella maggior parte delle gare ad alti
livelli, con punteggi di tutto rispetto, non ho
raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato per il
2006 ma questo mi ha dato un chiaro segnale che mi è
stato ancor più chiaro in questi mesi di sacrificio
in cui mi sono impegnato moltissimo negli allenamenti
tecnici e nella preparazione atletica con un occhio
particolare all’alimentazione. Non solo sono
dimagrito 12 chili ma ho potuto constatare davvero che
umiltà e talento devono andare di pari passo.
Vuoi
dire che hai peccato di arroganza o cosa?
No..
voglio dire che non si può pensare che il talento sia
sufficiente per rimanere sempre ad alti livelli. E’
facile dire che bisogna curare i dettagli ma è poi
difficile impegnarsi per farlo. Così avevo trascurato
gli aspetti legati all’alimentazione e alla
preparazione fisica impegnandomi primariamente negli
allenamenti sul campo.. e, subito, sono mancati
i colpi di coda che i grandi campioni sferzano al
momento giusto. A fine stagione il commissario tecnico
mi ha fatto un discorso molto chiaro e devo dire anche
molto duro.. Ho riflettuto per qualche giorno, dopodiché
mi sono messo a lavorare immediatamente e con
l’umiltà di chi sa ascoltare.. E se quest’anno
non dovessi vedere subito i risultati per i quali ho
duramente lavorato non perderò la pazienza perché so
quanto mi sono impegnato e so che nessun campione può
pensare di rimanerlo mangiando qualunque cosa senza
discernimento e nelle quantità che desidera.
I
sostanza i campioni sono come dei soldati?
Proprio
così.. debbono sottostare a regole di ferro, impegnarsi
sempre e non sedersi sugli allori. Vincere subito la
carta olimpica, alla prima gara del nuovo quadriennio,
è stato certo un bene, ma probabilmente mi ha tolto
un filo di grinta. In ogni caso non voglio fare della
facile dietrologia.. preferisco sempre guardare
avanti.
E
avanti cosa vedi?
Non
sono un chiromante, non vedo nella palla di vetro, so
soltanto che Mauro e Daniele Perazzi mi hanno preparato un
nuovo fucile più adatto alle mie caratteristiche
fisiche e di tiro e che ci sono delle gare di coppa
del mondo, il mondiale e l’europeo.. che, fra
l'altro, quest’anno
abbiamo vinto a squadre con Erminio Frasca e Massimo
Fabbrizi a Maribor.
Come
va il tuo Tiro a Volo San Giovanni?
Sono
molto soddisfatto, il campo va bene, abbiamo
inaugurato la seconda fossa olimpica e stiamo per
allestire il percorso di caccia intorno al campo del
trap americano. Abbiamo formato un bel gruppo di soci
e di consiglieri affiatati e le nostre gare sono
sempre affollatissime. Quando non sono in giro per
gare mi occupo del campo in prima persona, lavorando
in segreteria e mi diverto molto. Oltre al fatto che
posso allenarmi su schemi olimpici con piattelli a 76
metri quando voglio.
Chi
pensi sarà il tuo avversario più temibile
nell’imminente stagione agonistica?
Come
ho ribadito più volte non ho mai temuto nessuno. Dico
sempre che se li rompo tutti vinco io. L’avversario
è il punteggio che si deve fare per vincere.
Vincere
dunque.. ma l’importante non era anche solo
partecipare?
Come
diceva Luciano Giovanetti l’importante è
partecipare… e vincere.
(Copyright
pellielo.com)
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INTERVISTA
A JOHNNY GENNAIO 2006
Johnny,
tiriamo le somme di questo 2005 che ha
dato il via al nuovo quadriennio olimpico..
E’
stato un anno di grandi novità, la stagione
agonistica è iniziata molto bene, con
l’immediata conquista della prima carta olimpica in
palio per il Trap, vincendo la prova di coppa del
mondo in Korea. Una gara di un certo “peso” anche
perché segnava il mio ritorno in Perazzi, era la
prima competizione importante dopo la medaglia di
Atene 2004 e la prima con la nuova formula
olimpica della finale ad un colpo solo. Ad Almeria, in
Spagna, ho vinto i Giochi del Mediterraneo e a Dubai
ho chiuso le gare con la vittoria della sesta Coppa
del Mondo della mia carriera.. non male direi.
Sì,
ma le tue vittorie non sono propriamente delle novità…
Infatti,
a parte gli aspetti puramente agonistici, quest’anno
ho conseguito il diploma di Formatore Federale al
termine di un corso presso il Centro Coni di Tirrenia,
è stato creato questo sito, abbiamo girato un
documentario di trenta minuti che andrà in onda nel
2006 su Sky canale Caccia&Pesca, ed ho
iniziato a svolgere gli Stage di perfezionamento in
giro per l’Italia che mi stanno dando grandi
soddisfazioni anche sotto il profilo umano, non solo
sotto quello tecnico sportivo.
In
che senso?
La
gioia di vincere una gara è senz’altro
indiscutibile ma ciò che
si prova nel trasmettere la propria esperienza ad
altri tiratori cercando possibilmente di aiutarli a
crescere, dal punto di vista tecnico, psicologico e
comportamentale in pedana, è altrettanto
gratificante.
Mi viene anche in mente la differenza, per un
musicista, tra incidere un disco e suonare dal vivo o,
per un attore, tra girare film e recitare in teatro.
Un conto è quando vado in giro per il mondo a far
gare lontano da tutti, altra cosa, molto bella, è il
contatto con i tiratori italiani che si
iscrivono ai miei stage con grande umiltà e
armati solo di un amore infinito per il nostro sport.
A
proposito di
umiltà..
tu come ritieni di essere?
Umile
senz’altro. Altrimenti non passerei intere giornate
in pedana a cercare di perfezionare il gesto atletico,
a cercare sempre e comunque
di migliorarmi malgrado abbia vinto qualche gara. Ben
altra cosa è la modestia, che non tollero.
Soprattutto quando è falsa e il più delle volte lo è.
Ho un certo carattere, questo sì, ma la personalità
non va confusa con la presunzione o l’arroganza.
Avere il coraggio di vivere e di sbagliare e di
ricominciare questo è il mio reale obiettivo.
Detesto tutte quelle persone melense, che non parlano
mai chiaro, che insinuano e basta e dicono cose sempre
per bocca altrui, atteggiandosi a modeste mentre sono fortemente
vanitose. Sono del tutto d’accordo con chi disse che
la modestia è la più alta forma di
presunzione.
Mentre ritengo che solo grandi persone possano avere
il privilegio dell’umiltà.
Altra
novità di quest’anno è la gestione di un tuo campo
da tiro…
Sì,
ho ottenuto tutti i permessi, ho comprato le macchine
lancia-piattelli, ho ultimato le nuove tettoie,
piantato i pali per i teloni e quasi ultimato i lavori
di sbancamento e nella club house.
A Gennaio, per il mio compleanno, saremo pronti per i
primi tiri. Si tratta del bicampo di Vercelli di
proprietà della Casa di Riposo cittadina. Un sogno
che finalmente è diventato realtà
e voglio ringraziare tutte le forze
politiche e sociali che mi hanno aiutato in questa
difficile impresa, in particolar modo il Sindaco di
Vercelli, il dott. Andrea Corsaro e la Presidente
della Casa di Riposo, la dott. ssa
Gianna Manferto. Organizzerò
alcune gare il cui ricavato sarà
devoluto in beneficenza
alle persone bisognose della città
e all’ente proprietario del campo.
Avvierò quanto prima una campagna a favore dei
giovani, con incentivi cospicui per loro.
Entrerò nelle scuole medie
inferiori per divulgare il mio sport e per
farlo arrivare nelle case di tutti. Insomma, un po’
di lavoro mi attende..
Hai
già scelto il nome che darai al campo?
Società
Tiro a Volo San Giovanni in onore di tutti i Padri che
la Chiesa ha avuto con questo nome.
Gli
impegni del prossimo anno?
Gli
appuntamenti principali saranno quelli con le gare di
coppa del mondo, anche se per la finale, che sarà a
Granada, sono già qualificato in
quanto defender, poi con il mondiale di
Zagabria e l’europeo di Maribor e ovviamente con i
Gran Premi Fitav in Italia. Terrò nuovi stage, i
prossimi saranno ancora in Umbria, poi al nord,
probabilmente a Vercelli sul mio campo, a Roma da dove
stanno arrivando diverse richieste e ancora in
Sardegna stavolta sul versante ovest.
Il 31 Gennaio sarò tedoforo della fiamma Olimpica ed
il 10 Febbraio parteciperò alla cerimonia d’apertura
di Torino 2006 nel segmento intitolato
“Bandiere d’Italia” che sarà diretto dal
regista Gabriele Vacis con abiti disegnati da Giorgio
Armani.
Il
tuo augurio per le feste?
Auguro
a tutte le persone del mondo di ritrovare quella pace
che solo un cuore contrito in Cristo può
avere e a tutti gli appassionati di questo
meraviglioso sport di godere di molte delle stesse
gioie di cui Dio mi ha voluto far partecipe…
(Copyright
pellielo.com)
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INTERVISTA
A JOHNNY (SITO FEDERALE Gennaio 2005)
Allora
Johnny, come è nata questa iniziativa di tenere degli
stage di Fossa Olimpica in giro per l’Italia?
L’idea
di queste “full immersion” di specialità prende
spunto dal Golf che fra l’altro è uno sport in cui
riscontro molte affinità con il Tiro a Volo. Entrambi
sono sport individuali, di concentrazione, di
destrezza ed entrambi non sono di confronto come lo è
il tennis, tanto per fare un esempio. In sport come
questi il gesto atletico è fondamentale, perciò
correggere piccoli difetti di impostazione o di
esecuzione può essere molto utile. Nel Golf gli stage di gruppo, tenuti dai
professionisti più rinomati, si chiamano “Clinic”
e, come nel nostro caso, si svolgono in due o più
giorni sulla maggior parte dei campi da golf, sia in
Italia che all’estero.
Ci
saranno i tuoi stage anche all’estero?
No, anche se mi chiedono
frequentemente di andare a tenere corsi periodici per
tiratori di altri paesi. Declino puntualmente
l’invito perché fino a quando sarò in attività
non mi sembra corretto lavorare per altre Federazioni
poiché gareggio per l’Italia, con la Federazione
Italiana Tiro a Volo.
Pertanto, considerando che non ho molto tempo libero
durante la stagione delle gare, preferisco dedicare
quello che ho a disposizione, quando sono a riposo
agonistico, ai tiratori italiani piuttosto che agli
stranieri che fanno parte di squadre ufficiali.
Dopo
un’intera stagione di tiro, conclusa con la vittoria
della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene,
dell’oro al Campionato Italiano e del bronzo alla
finale di Coppa del Mondo non senti l’esigenza di
stare lontano dai campi da tiro, di staccare, almeno
per un breve periodo?
Non sto mai lontano dai campi da
tiro. Lo scorso anno mi sono fermato per una decina di
giorni durante i quali sono stato nella foresta
Amazzonica dove certo non ci sono stand da tiro a
volo.
Per il resto chi mi conosce sa che mi alleno tutto
l’anno, tutti i giorni anche quando nevica, piove o
c’è vento.
Mi chiedo, infatti, in quale sport, chi gareggia ad
alti livelli, o comunque voglia ottenere dei
risultati, non si alleni nella sua disciplina, almeno
una volta al giorno. Penso ai nuotatori, ai tennisti,
agli schermitori, ai centometristi... chi crede che il
nostro sport richieda minore impegno lascia spazio
agli avversari.
Oggi tutti gli stranieri utilizzano i nostri fucili e
le nostre cartucce e si allenano su lancia-piattelli
italiane. L’estro non basta più.
Il principe Al Maktoum è l’esempio più lampante ma
anche i kuwaitiani, i cinesi, gli indiani e tanti
altri tiratori, che prima raramente si vedevano in una
finale, stanno crescendo di
stagione in stagione.
Da poco ho intrapreso gli studi di violino, che è una
delle mie passioni essendo un grande ammiratore del
Maestro Uto Ughi, ma so che non potrò mai raggiungere
buoni livelli perché il mio impegno non è costante
come dovrebbe essere. Paganini diceva “Se non
studio un giorno me ne accorgo io. Se non
studio due giorni se ne accorge il pubblico”.
A
proposito delle tue attività extra-tiro a volo, tempo
fa i giornali e qualche televisione hanno parlato di
una tua intenzione di prendere i voti che poi hai
smentito..
Non ho mai aspirato a tanto, non mi ritengo
all’altezza. Sono solo un cattolico osservante.
Credo in Dio, studio teologia e questo ha fatto sì
che alcuni giornalisti equivocassero. Ho sempre detto
che è attraverso la fede che trovo ed ho trovato la
forza nei momenti più difficili. In quei casi mi
raccolgo in preghiera, a volte visitando santuari in
giro per l’Italia, spesso in occasione di qualche
raduno. A Luglio, approfittando di un raduno sullo
stand di Castel Fidardo, sono stato a visitare il
Santuario della Madonna di Loreto. In Novembre, saremo
a Napoli per lo stage alla A.S.TAV Torricello, di
Ludovico Di Maio, e mi è già stata promessa una
visita al Santuario della Madonna di Pompei.
Il fatto che il primo
stage si svolgerà a Roma è casuale oppure avete
pensato di iniziare con il centro Italia per attirare
un maggior numero di tiratori?
Affatto, anzi voglio subito precisare che gli stage
saranno tutti a numero chiuso per un massimo di 18
tiratori e questo perché io possa individuare le
caratteristiche di ogni stagista e mettere a punto,
per ciascuno, l’impostazione che riterrò più
valida per poi correggere, via via che ci si allena,
gli eventuali errori di esecuzione.
Il primo stage si svolgerà a Roma semplicemente perché
mi è stato proposto da Mariasole Santasilia che è
una compagna di squadra e una giornalista e si occuperà
di tutta l’organizzazione e delle riprese con la
telecamera durante le lezioni di pratica. Mi fa
piacere cominciare con il TAV Valle Martella poiché
ho molta stima e simpatia per la presidente Tiziana
Grillo che dirige questa storica società, con grinta
e determinazione, da oltre 25 anni.
Parliamo
di queste ultime Olimpiadi, sei soddisfatto per
l’argento o deluso per un oro che ti è sfuggito?
Sono semplicemente felice.
Vincere una medaglia olimpica è difficile anche per
chi è perfettamente all’altezza di vincerla. Un
evento che si svolge ogni quattro anni è
psicologicamente durissimo.
Non sono andato ad Atene pensando di vincere l’oro
ma con la consapevolezza di poterlo vincere, che è
diverso.
Ed è questo che mi ha dato la forza di vincere
l’argento. Se avessi affrontato Atene con un
atteggiamento mentale presuntuoso o semplicemente
speranzoso non avrei vinto alcuna medaglia.
Ci sono tre tipologie di atleti in ogni sport:
quelli che affrontano le gare "sperando"
di vincere, quelli che affrontano le gare "pensando"
di vincere
e quelli che affrontano le gare con "fiducia"nella
propria capacità di vincere. Ho affrontato Atene così,
con una grande fiducia nei miei mezzi, dovuta non solo
ai risultati ottenuti fino ad allora, ma soprattutto
ad un gran lavoro di preparazione tecnica, in
particolare con il C.T. Albano Pera, ed un’adeguata
preparazione fisica, messa a punto con il nostro
preparatore atletico Fabio Partigiani che mi conosce
da anni e sa che amo giocare a tennis e ping pong.
Dopo
aver vinto tutto quello che hai vinto, non pensi di
poter perdere stimoli?
No. Forse perché mi do continuamente nuovi obiettivi
e così ogni gara, anche la poule con gli amici,
diventa una tappa per raggiungere il nuovo traguardo. Quest’anno, medaglia olimpica a parte, sono riuscito
a fare il “grande slam” in Italia, vincendo
tutti e tre i Gran Premi Fitav ed il Campionato
Italiano... e credo di essere il primo ad averlo fatto
fino ad ora.
Dunque..sarebbe
più corretto affermare che il Tiro a Volo ha cambiato
la storia di Pellielo o che Pellielo ha cambiato la
storia del Tiro a Volo?
Da quando mia mamma Santina mi portò per la prima
volta su un campo da tiro, ad oggi, la mia vita è
sicuramente cambiata.
Il tiro mi ha dato tanto e mi ha anche fatto crescere
non solo come atleta ma anche come uomo. D’altro
canto, credo di averlo ripagato con le mie vittorie e
soprattutto con un impegno incessante e con qualche
sacrificio che mi piacerebbe fossero da esempio per i
giovani tiratori che sono alle prime armi.
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