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19 Dicembre 2006:  "Diario di una inaugurazione" di: Giuseppe Facchini
Una grande festa del tiro a volo internazionale a cominciare da Venerdì 1° Dicembre con l’arrivo dei tiratori di Malta, di Cipro, della Germania, dalla Svizzera e da molte Regioni italiane oltre ad alcuni tiratori delle Fiamme Azzurre, capitanate dall'Ispettore Aloi e di alcuni tiratori della squadra nazionale.
Sabato 2 Dicembre è iniziata la gara che si è svolta su fossa olimpica a 50 piattelli sotto la direzione tecnica di qualificati Ufficiali di gara.
Un grandissimo risultato raggiunto sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo sia per gli oltre duecento tiratori partecipanti alla gara che per gli oltre cinquecento cittadini intervenuti, tra gli altri la quasi totalità dei Presidenti delle associazioni tiravolistiche piemontesi, dirigenti delle strutture federali piemontesi e di alcune associazioni sportive anche di altre Regioni italiane, molti ufficiali di gara, istruttori e soprattutto tantissimi semplici tiratori e appassionati cittadini e sportivi che non hanno sicuramente resistito al polo d’attrazione che richiamava la manifestazione.
Particolare significato ha assunto la presenza del Sindaco di Vercelli Andrea Corsaro e dell’Assessore Scheda, del Presidente della Provincia Renzo Masoero oltre a quella di alcuni Consiglieri regionali del Piemonte e di un senatore della repubblica.
Le autorità della Fitav con in testa il Presidente On.le Luciano Rossi e il Consigliere Fiorenzo De Rosa oltre al Presidente del collegio del revisori dei conti Agnelli ed il Presidente della Fitav Piemonte Vincenzo Cito.
L’apertura della manifestazione è iniziata con un intervento di Giovanni Pellielo, Presidente Onorario, anche a nome del Presidente effettivo della A.S.D. San Giovanni, mamma Santina Bertolone, ringraziando calorosamente tutti gli intervenuti a testimonianza dell’affetto e della stima riconosciuta con la propria presenza e dando lettura dei numerosi telegrammi giunti da numerose autorità sportive e istituzionali da ogni parti d’Italia e del Mondo.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti i soggetti istituzionali e non, che hanno concorso e collaborato fattivamente per la realizzazione del nuovo e moderno impianto peraltro attivo da molti anni ma che il nuovo progetto ambizioso l’ha reso competitivo e collocandolo nel grande  agone dell’agonismo del tiro a volo.
Dopo l’intervento di Johnny è seguita immediatamente la benedizione dell’arcivescovo metropolita Mons. Enrico Masseroni che nel suo breve e toccante intervento ha suscitato molta commozione.
Di straordinario spessore l’intervento del Sindaco di Vercelli Corsaro seguito in ordine da quello del Presidente della Fitav Rossi, del Presidente della Provincia Masoero e infine del Consigliere regionale della Fitav Facchini che ha anche portato il saluto dell’Assessorato allo Sport della Regione Piemonte che tra gli altri ha patrocinato e concesso un significativo contributo finanziario alla manifestazione.
Prima di passare al gran buffet preparato per l’occasione è preceduta la consegna di alcune targhe, testimonianze e attenzioni di vario tipo, scambiate tra le personalità  intervenute. Terminato il cerimoniale è ripresa immediatamente la gara sui due campi. Dopo una giornata così impegnativa è risultata la seguente classifica :

1° classificato FRAVEGA             con  piattelli   47/50  + 22/25

2° classificato DI COSTANZO                       46/50  + 22/25

3° classificato ZECCHILLO                           46/50  + 20/25

4° classificato CORRADI                              45/50 

5° classificato GAGLIARDI                            44/50

6° classificato CRISAFULLI                           44/50

e così di seguito fino al 30° tiratore ai quali sono stati erogati, oltre a premi in euro, a rimborso spese per acquisto di cartucce, di viaggio e di vario tipo fra coppe, medaglie e targhe. E’ il caso, a conclusione, di rimarcare che il successo ottenuto dalla inaugurazione dell’impianto e dall’importante gara, ha confermato in assoluto la sua riedizione per il prossimo anno in un contesto di programma assai ambizioso e di indiscutibile qualità.

3 Dicembre 2006: Discorso per l'Inaugurazione Tiro a Volo San Giovanni - Trofeo Città di Vercelli 
di: Giovanni Pellielo

Gentili Signore e Signori, autorità istituzionali politiche, militari, sportive e religiose, amici tiratori e dirigenti sportivi provenienti da tutta Italia e dall’estero in particolare la delegazione Maltese,
il più caloroso benvenuto alla cerimonia di inaugurazione della nuova Società Tiro a Volo San Giovanni.

La nuova Associazione è così composta: Presidente Santina Bertolone (mia madre) a cui va il nostro caloroso applauso; dal vicepresidente dott. Pieralberto Fenoglio, dai Consiglieri:  Giuseppe Corradino, Pino Piemontese, Armando Lussiana, Bruno Novarese e dal segretario Roberto Negrini. Me medesimo Presidente Onorario.

Come potete vedere il simbolo dell’Associazione è lo scudo crociato ed è stato scelto  in quanto tutti noi membri eravamo pienamente coscienti che la strada sarebbe stata lunga ed ardua..

Solo il simbolo sorto da una visione onirica di Costantino Il Grande avvenuta nel 313 D.C. avrebbe avuto un’attinenza così straordinaria nel percorso affrontato per realizzare e rendere funzionale questo impianto..

Ma se da una parte abbiamo lottato, dall’altra abbiamo avuto degli ottimi alleati: il Sindaco e la giunta Comunale, la Casa di Riposo proprietaria dei terreni,  i tecnici dei vari settori , le forze istituzionali e militari tutte, la straordinaria Federazione Italiana Tiro a volo (con il qui presente Presidente Luciano Rossi), il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre (Polizia Penitenziaria) di cui faccio parte capitanate dal tecnico Ispett. Superiore Pietro Aloi…. Insomma un’armata unita che ha combattuto e vinto tutte le ostilità.. e a cui vanno tutta la nostra stima e riconoscenza.. Non ultimo, certo, in ordine di importanza , è il nome dell’associazione  cioè San Giovanni, che testimonia la volontà specifica di creare un modo nuovo di intendere lo sport e la vita…. Il Battista urlava la sua fede nel deserto e non solo e noi, seguendo il suo insegnamento, vogliamo testimoniare il nostro essere Miles Cristi tra gli uomini, paladini dell’unica grande Verità espressa dal Verbo fatto carne, morto e risorto per noi che è Gesù Cristo…

Con questi valori, cari amici, vogliamo nascere e crescere insieme, certi di sostenerci con quella sinergia che fa degli uomini delle persone straordinarie che vogliono vivere la loro passeggera esistenza  ricolmi di quella unica vera gioia che rende l’uomo libero..

La fede si manifesta nelle opere e sono certo che la nostra sarà Benedetta da Dio. Grazie a tutti.

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Giovedì 13 Aprile 2006: PER FINIRE DI DISCUTERE di: Giovanni Pellielo

Mentre discorrevano e discutevano insieme Gesu’ in persona si accosto’ e camminava con loro” (Lc24,15)

Diceva Lacordaire che “La Bibbia e’ la rappresentazione drammatica dei nostri destini…. e’ il germe di tutto l’avvenire dell’umanita’”.

Queste parole del grande oratore domenicano si possono quasi considerare un commento alla scena di quei due discepoli di Gesu’ che, nella sera del primo giorno dopo il sabato che era seguito alla morte del Maestro, camminavano, stanchi e tristi, verso il villaggio di Emmaus lasciandosi alle spalle non solo Gerusalemme, ma tutti i sogni e le speranze che avevano dato senso e sapore alla loro vita fino a tre giorni prima.
Cleopa e il suo anonimo compagno rappresentano davvero drammaticamente il destino di tanti, o per meglio dire, la situazione spirituale in cui prima o poi ci riconosciamo tutti.

Avevano creduto veramente nell’affascinante profeta di Nazaret che galvanizzava le folle con i suoi miracoli, che teneva testa ai dotti scribi e farisei i quali spesso approfittavano dell’ignoranza del popolo, che non aveva timore alcuno davanti ai ricchi e ai potenti, che predicava l’avvento di un regno di giustizia e di pace. Avevano sperato che Egli fosse  veramente il liberatore d’Israele, invece…. i sommi sacerdoti e i capi l’avevano fatto crocifiggere, ed erano gia’ passati tre giorni….e’ vero che alcuni di loro erano andati al sepolcro e l’avevano trovato vuoto e custodito da angeli che affermavano che Gesu’ era vivo, ma loro non l’avevano visto (Lc24,20) e, avrebbero potuto aggiungere “ Anche noi non lo vediamo piu’”.

L’immediatezza con cui i due danno libero sfogo a queste considerazioni in risposta alla domanda di Gesu’ che, accostandosi loro sotto le spoglie di un pellegrino, aveva chiesto di che cosa mai stessero parlando, ci induce a pensare che proprio di questi argomenti stessero discutendo.

Ci sorprende il termine “discutere” usato in questo contesto, eppure l’evangelista dice proprio che stavano “ discorrendo e discutendo”. Luca, nel suo Vangelo, usa poco questo verbo e sempre con un significato negativo; infatti ogni volta lo attribuisce a scribi e farisei che, pieni di livore contro il Maestro, uniscono le loro idee per trovare il modo migliore per metterlo a morte.

Siamo ben lontani dal senso vero e positivo del termine “discutere”, cioe’ da quel considerare con attenzione un argomento, prospettando e confrontando diverse opinioni con il fine di chiarirlo. Anzi, siamo ben lontani anche da una semplice logica umana, quella che, secondo Cartesio, e’ l’arte di ben ragionare, cioe’ di saper ricavare una giusta conclusione movendo da determinate premesse.

Si puo’ dire che anche i due discepoli in cammino verso Emmaus discutono secondo questa prospettiva negativa. Come capita spesso, essi, invece di dipanare la matassa degli avvenimenti, la ingarbugliano ancora di piu’, perche’ entrambi si limitano a valutare fatti e persone secondo i parametri della loro ragione e delle loro attese umane, con il risultato di sommare i dubbi, le delusioni, le tristezze dell’uno a quelle dell’altro. Questo aumenta certo il loro sconforto, ma li esenta anche dall’impegno di lasciarsi sconvolgere totalmente dalla realta’ della risurrezione che, confermando tutto l’insegnamento del Maestro, impone una coerenza assoluta di vita nuova.

Per finire di discutere e di essere tristi, sarebbe bastato a Cleopa e al suo compagno, come basterebbe a noi, invocare il Maestro con l’umile fede del padre dell’indemoniato:”Credo, Signore, ma Tu aiuta la mia incredulita’” (Mc9,24), perche’ la “via in cui trovare la salvezza e’ Gesu’ Cristo…per Lui sono stati aperti gli occhi del nostro cuore, per Lui la nostra mente, insensata e ottenebrata, rifiorisce nella luce” (S.Clemente I Papa:Lettera ai Corinzi). E di fatto, appena Gesu’ si fa loro compagno di viaggio, il loro cuore si riscalda mentre finalmente fanno tacere le loro discussioni umane e si aprono alla spiegazione della Scrittura.

Karl Rahner diceva un giorno che “ci sono parole che limitano e isolano, ma ce ne sono altre che attraverso una sola cosa lasciano trasparire la infinita gamma delle realta’, simili a conchiglie dentro le quali risuona il vasto mare dell’infinita’”.

Se anche noi sapremo aprire le orecchie del nostro cuore ed accostare ad esse la mirabile conchiglia delle Scritture Sante, allora sentiremo risuonare nel nostro cuore il vasto mare dell’infinito amore di Dio e, come i discepoli di Emmaus, finiremo di discutere e scopriremo il senso vero della vita e la pienezza della gioia nel proclamare con fede e testimoniando con la vita: “Davvero il Signore e’ risorto”.

Buona Pasqua a tutti

Johnny