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Dicembre 2006: "Diario di una
inaugurazione" di: Giuseppe Facchini
Una
grande festa del tiro a volo internazionale a cominciare
da
Venerdì 1° Dicembre con l’arrivo dei tiratori
di Malta, di Cipro, della Germania, dalla Svizzera e da
molte Regioni italiane oltre ad alcuni tiratori delle
Fiamme Azzurre, capitanate dall'Ispettore Aloi e di
alcuni tiratori della squadra nazionale.
Sabato
2
Dicembre è iniziata la gara
che si è svolta
su fossa olimpica a 50 piattelli sotto la
direzione tecnica di
qualificati Ufficiali di gara.
Un
grandissimo risultato raggiunto sia sotto l’aspetto
qualitativo che quantitativo sia per gli oltre duecento
tiratori partecipanti alla gara che
per gli oltre cinquecento cittadini intervenuti,
tra gli altri la quasi totalità dei Presidenti delle
associazioni tiravolistiche piemontesi, dirigenti delle
strutture federali piemontesi e di alcune associazioni
sportive anche
di altre Regioni italiane, molti ufficiali di
gara, istruttori e soprattutto tantissimi semplici
tiratori e appassionati cittadini e sportivi che non
hanno sicuramente resistito
al polo d’attrazione che richiamava la
manifestazione.
Particolare
significato ha assunto la presenza del Sindaco di
Vercelli Andrea Corsaro e dell’Assessore Scheda, del
Presidente della Provincia Renzo Masoero oltre a quella
di alcuni Consiglieri regionali
del Piemonte e di un senatore della repubblica.
Le
autorità della Fitav con in testa il Presidente On.le
Luciano Rossi e il Consigliere Fiorenzo De Rosa oltre al
Presidente del collegio del revisori dei conti Agnelli
ed il Presidente della Fitav Piemonte Vincenzo Cito.
L’apertura
della manifestazione è iniziata con un intervento di
Giovanni Pellielo, Presidente Onorario, anche a nome del
Presidente effettivo della A.S.D. San Giovanni,
mamma Santina Bertolone, ringraziando
calorosamente
tutti gli intervenuti a testimonianza
dell’affetto e della stima riconosciuta con la propria
presenza e dando lettura dei numerosi telegrammi giunti
da numerose autorità sportive e istituzionali da ogni
parti d’Italia e del Mondo.
Un
ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti i
soggetti istituzionali e non,
che hanno concorso e collaborato fattivamente
per la realizzazione del
nuovo e moderno impianto peraltro attivo da molti
anni ma che il nuovo progetto ambizioso
l’ha reso competitivo e collocandolo nel grande
agone dell’agonismo del tiro a volo.
Dopo l’intervento di Johnny è seguita immediatamente
la benedizione dell’arcivescovo metropolita Mons.
Enrico Masseroni che nel suo breve e toccante intervento
ha suscitato molta commozione.
Di straordinario spessore l’intervento del Sindaco di
Vercelli Corsaro seguito in ordine da quello del
Presidente della Fitav Rossi, del Presidente della
Provincia Masoero e infine del Consigliere regionale
della Fitav Facchini che
ha anche portato il saluto
dell’Assessorato allo Sport della Regione
Piemonte
che tra gli altri
ha patrocinato
e concesso un significativo contributo
finanziario alla manifestazione.
Prima
di passare al gran buffet preparato per l’occasione è
preceduta la consegna di alcune targhe, testimonianze e
attenzioni
di vario tipo, scambiate tra le personalità
intervenute.
Terminato
il cerimoniale è ripresa immediatamente la gara sui due
campi.
Dopo una giornata così impegnativa è risultata la
seguente classifica :
1°
classificato FRAVEGA
con
piattelli 47/50
+ 22/25
2°
classificato DI COSTANZO
“
“
46/50
+ 22/25
3°
classificato ZECCHILLO
“
“
46/50
+ 20/25
4°
classificato CORRADI
“
“
45/50
5°
classificato GAGLIARDI
“
“
44/50
6°
classificato CRISAFULLI
“
“
44/50
e
così di seguito fino al 30° tiratore ai quali
sono stati erogati, oltre a premi in euro, a
rimborso spese per acquisto di cartucce, di viaggio e di
vario tipo fra coppe, medaglie e targhe.
E’
il caso, a conclusione, di rimarcare che il successo
ottenuto dalla inaugurazione dell’impianto e
dall’importante gara, ha confermato in assoluto la sua
riedizione per il prossimo anno in un contesto di
programma assai ambizioso e di indiscutibile qualità.
3
Dicembre 2006: Discorso per l'Inaugurazione Tiro a Volo
San Giovanni - Trofeo Città di Vercelli
di: Giovanni Pellielo
Gentili Signore e Signori, autorità istituzionali
politiche, militari, sportive e religiose, amici
tiratori e dirigenti sportivi provenienti da tutta
Italia e dall’estero in particolare la delegazione
Maltese, il
più caloroso benvenuto alla cerimonia di inaugurazione
della nuova Società Tiro a Volo San Giovanni.
La
nuova Associazione è così composta: Presidente Santina
Bertolone (mia madre) a cui va il nostro caloroso
applauso; dal vicepresidente dott. Pieralberto Fenoglio,
dai Consiglieri: Giuseppe Corradino, Pino
Piemontese, Armando Lussiana, Bruno Novarese e dal
segretario Roberto Negrini. Me medesimo Presidente
Onorario.
Come
potete vedere il simbolo dell’Associazione è lo scudo
crociato ed è stato scelto in
quanto tutti noi membri eravamo pienamente coscienti che
la strada sarebbe stata lunga ed ardua..
Solo
il simbolo sorto da una visione onirica di Costantino Il
Grande avvenuta nel 313 D.C. avrebbe avuto
un’attinenza così straordinaria nel percorso
affrontato per realizzare e rendere funzionale questo
impianto..
Ma
se da una parte abbiamo lottato, dall’altra abbiamo
avuto degli ottimi alleati: il Sindaco e la giunta
Comunale, la Casa di Riposo proprietaria dei terreni,
i tecnici dei vari settori , le forze
istituzionali e militari tutte, la straordinaria
Federazione Italiana Tiro a volo (con il qui presente
Presidente Luciano Rossi), il gruppo sportivo delle
Fiamme Azzurre (Polizia Penitenziaria) di cui faccio
parte capitanate dal tecnico Ispett. Superiore Pietro
Aloi…. Insomma un’armata unita che ha combattuto e
vinto tutte le ostilità.. e a cui vanno tutta la nostra
stima e riconoscenza.. Non ultimo, certo, in ordine di
importanza , è il nome dell’associazione cioè
San Giovanni, che testimonia la volontà specifica di
creare un modo nuovo di intendere lo sport e la vita….
Il Battista urlava la sua fede nel deserto e non solo e
noi, seguendo il suo insegnamento, vogliamo testimoniare
il nostro essere Miles Cristi tra gli uomini, paladini
dell’unica grande Verità espressa dal Verbo fatto
carne, morto e risorto per noi che è Gesù Cristo…
Con
questi valori, cari amici, vogliamo nascere e crescere
insieme, certi di sostenerci con quella sinergia che fa
degli uomini delle persone straordinarie che vogliono
vivere la loro passeggera esistenza
ricolmi di quella unica vera gioia che rende
l’uomo libero..
La
fede si manifesta nelle opere e sono certo che la nostra
sarà Benedetta da Dio. Grazie
a tutti.
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Giovedì
13 Aprile 2006:
PER
FINIRE DI DISCUTERE
di: Giovanni Pellielo
“Mentre
discorrevano e discutevano insieme
Gesu’ in persona si accosto’ e camminava con
loro” (Lc24,15)
Diceva
Lacordaire che “La Bibbia e’ la rappresentazione
drammatica dei nostri destini…. e’ il germe di tutto
l’avvenire dell’umanita’”.
Queste parole del grande oratore domenicano si possono
quasi considerare un commento alla scena di quei due
discepoli di Gesu’ che, nella sera del primo giorno
dopo il sabato che era seguito alla morte del Maestro,
camminavano, stanchi e tristi, verso il villaggio di
Emmaus lasciandosi alle spalle non solo Gerusalemme, ma
tutti i sogni e le speranze che avevano dato senso e
sapore alla loro vita fino a tre giorni prima.
Cleopa e il suo anonimo compagno rappresentano davvero
drammaticamente il destino di tanti, o per meglio dire,
la situazione spirituale in cui prima o poi ci
riconosciamo tutti.
Avevano creduto veramente nell’affascinante profeta di
Nazaret che galvanizzava le folle con i suoi miracoli,
che teneva testa ai dotti scribi e farisei i quali
spesso approfittavano dell’ignoranza del popolo, che
non aveva timore alcuno davanti ai ricchi e ai potenti,
che predicava l’avvento di un regno di giustizia e di
pace. Avevano sperato che Egli fosse
veramente il liberatore d’Israele, invece…. i
sommi sacerdoti e i capi l’avevano fatto crocifiggere,
ed erano gia’ passati tre giorni….e’ vero che
alcuni di loro erano andati al sepolcro e l’avevano
trovato vuoto e custodito da angeli che affermavano che
Gesu’ era vivo, ma loro non l’avevano visto
(Lc24,20) e, avrebbero potuto aggiungere “ Anche noi
non lo vediamo piu’”.
L’immediatezza con cui i due danno libero sfogo a
queste considerazioni in risposta alla domanda di
Gesu’ che, accostandosi loro sotto le spoglie di un
pellegrino, aveva chiesto di che cosa mai stessero
parlando, ci induce a pensare che proprio di questi
argomenti stessero discutendo.
Ci sorprende il termine “discutere” usato in questo
contesto, eppure l’evangelista dice proprio che
stavano “ discorrendo e discutendo”. Luca, nel suo
Vangelo, usa poco questo verbo e sempre con un
significato negativo; infatti ogni volta lo attribuisce
a scribi e farisei che, pieni di livore contro il
Maestro, uniscono le loro idee per trovare il modo
migliore per metterlo a morte.
Siamo ben lontani dal senso vero e positivo del termine
“discutere”, cioe’ da quel considerare con
attenzione un argomento, prospettando e confrontando
diverse opinioni con il fine di chiarirlo. Anzi, siamo
ben lontani anche da una semplice logica umana, quella
che, secondo Cartesio, e’ l’arte di ben ragionare,
cioe’ di saper ricavare una giusta conclusione movendo
da determinate premesse.
Si puo’ dire che anche i due discepoli in cammino
verso Emmaus discutono secondo questa prospettiva
negativa. Come capita spesso, essi, invece di dipanare
la matassa degli avvenimenti, la ingarbugliano ancora di
piu’, perche’ entrambi si limitano a valutare fatti
e persone secondo i parametri della loro ragione e delle
loro attese umane, con il risultato di sommare i dubbi,
le delusioni, le tristezze dell’uno a quelle
dell’altro. Questo aumenta certo il loro sconforto, ma
li esenta anche dall’impegno di lasciarsi sconvolgere
totalmente dalla realta’ della risurrezione che,
confermando tutto l’insegnamento del Maestro, impone
una coerenza assoluta di vita nuova.
Per
finire di discutere e di essere tristi, sarebbe bastato
a Cleopa e al suo compagno, come basterebbe a noi,
invocare il Maestro con l’umile fede del padre
dell’indemoniato:”Credo, Signore, ma Tu aiuta la mia
incredulita’” (Mc9,24), perche’ la “via in cui
trovare la salvezza e’ Gesu’ Cristo…per Lui sono
stati aperti gli occhi del nostro cuore, per Lui la
nostra mente, insensata e ottenebrata, rifiorisce nella
luce” (S.Clemente I Papa:Lettera ai Corinzi). E di
fatto, appena Gesu’ si fa loro compagno di viaggio, il
loro cuore si riscalda mentre finalmente fanno tacere le
loro discussioni umane e si aprono alla spiegazione
della Scrittura.
Karl
Rahner diceva un giorno che “ci sono parole che
limitano e isolano, ma ce ne sono altre che attraverso
una sola cosa lasciano trasparire la infinita gamma
delle realta’, simili a conchiglie dentro le quali
risuona il vasto mare dell’infinita’”.
Se
anche noi sapremo aprire le orecchie del nostro cuore ed
accostare ad esse la mirabile conchiglia delle Scritture
Sante, allora sentiremo risuonare nel nostro cuore il
vasto mare dell’infinito amore di Dio e, come i
discepoli di Emmaus, finiremo di discutere e scopriremo
il senso vero della vita e la pienezza della gioia nel
proclamare con fede e testimoniando con la vita:
“Davvero il Signore e’ risorto”.
Buona
Pasqua a tutti
Johnny
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